Palazzo Doria
Palazzo nobiliare a tre piani (XVI sec.) con elegante loggia in avancorpo,
a triplice arco su colonne e balaustrine di raccordo.
Il loggiato è di accesso al palazzo attraverso un portale
architravato.
Lo stemma nobiliare sull'angolo (giara con fiori) si ripete all'interno
sulle formelle delle porte lignee settecentesche, sui battenti della
porta della cappelletta e sul paliotto dell'altare. Due interessanti
soffitti lignei seicenteschi, uno a cassettoni a piccole formelle
con rosette, l'altro a grandi e incassati lacunari. Un'iscrizione
sotto il loggiato ci dice che il palazzo fu fatto costruire da Luca
Basilico nel luglio del 1607.
"Has aedes lucas basilicus V-I-D divina ope feliciter perfecit qui condidit idem presideat domum dominum ac rem tueatur et fortunet deus m.junii 1607"
Ospite del principe Gian Andrea Doria II, in questa casa morì Francesco
D'Andrea (Ravello 1625 - Candela 1698) insigne giurista e uomo di
grande fama, protagonista della vita culturale a Napoli in età
vicereale. Don Ciccio D'Andrea fu sepolto a Candela in Chiesa Madre
nella tomba della nobile famiglia Iambrenghi.
Palazzo Doria e in Via Iambrenghi, 12.

