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Il Paese

 

Arco Madonna
Panorama di Candela

In un territorio di numerose vallate e di modesti bacini idrografici emerge Candela (515 m. s.l.m.), da cui si gode un vasto panorama della Daunia Meridionale, fino al confine con la Capitanata e la Basilicata.
La felice posizione di Candela, situata su due colline - San Rocco e San Tommaso - la rende particolarmente attraente al turista che avrà l'opportunità di godere un orizzonte vastissimo e svariato. Dal massiccio del Vulture, ex vulcano spento, alla valle dell'Ofanto, alla tortuosità argentea del Calaggio, alla piana della Capitanata e, ancor più, al suggestivo brulichio notturno di luci del complesso FIAT nella zona del Melfese.
Gran parte, comunque dello sviluppo di Candela è legato allo storico fiume Ofanto, che divide il paese dal versante lucano e campano e da altri torrenti che l'attraversano in tutto il suo perimetro naturale. In questa pittoresca cornice, dunque, sorge Candela.

Arco Portanuova
Stemma città
Se è vero che intorno alle origini del paese e dei suoi abitanti, diverse sono state le ipotesi: da piccolo borgo abitato dagli indigeni della Daunia a borgo abitato dagli scampati alla battaglia di Canne o, addirittura, a piccolo borgo fondato dai Longobardi, è pur vero, comunque, che in tutto questo andirvieni i popoli furono, attratti dal clima dolce del paese, e da una favorevole posizione, giacché Candela era ricca all'epoca di vegetazioni, sorgenti naturali e pianure rigogliose. I candelesi hanno sempre avuto l'ardire e l'orgoglio di rendersi un popolo libero, tant'è che da piccolo borgo romano Candela divenne Castello Medioevale e, successivamente, una piccola cittadina, capace di intraprendere proprie iniziative e di affermarsi già subito in campo economico e sociale. La peculiarità è tutta racchiusa nel carattere, che ha insite le abilità dei suoi popoli dominatori; infatti il tipico candelese è ospitale, orgoglioso, forte, instancabile lavoratore, abile sia nel commercio che nell'artigianato. Se, infatti, la primordiale e principale occupazione è sempre stata la pastorizia e l'agricoltura, è pur vero che alto fu il grado di imprenditorialità dei candelesi che già all'inizio del XIX secolo realizzavano un grande Molino-Pastificio (ad opera di Vincenzo Martinelli) e, negli anni '60, famose erano le officine dei Fratelli Pennella e di Nicola Pierri.
Arco Portanuova
Arco Portanuova
Il turista, comunque, proveniente dall'autostrada, che si lascia affascinare dal panorama di questo ridente paesino e che desidera conoscere più da vicino Candela e i candelesi, non ha che da addentrarsi in ripide ed interminabili salite attraverso le viuzze antiche e strette del centro storico, per poter scoprire immagini di vita e antichi sapori di un tempo. Passeggiando per le caratteristiche vie della "Cittadella" non molto lontano dal Castello si arriva in una delle chiese più antiche del paese, dedicata a San Tommaso, in cui è possibile ammirare, oltre allo stile sobrio, essenziale ed elegante della facciata, una lapide millenaria che reca scritto che tale chiesa era servita non solo per gli abitanti del castello, ma anche per quelli che abitavano fuori le mura. All'interno della stessa chiesa vi è un dipinto su tela raffigurante San Tommaso che tocca il costato di Cristo, alcuni affreschi e statue lignee del XVIII secolo.
Palazzo Ripandelli
Arco Madonna
Città
scorcio Città
Per accedere alla parte alta del paese si attraversano alcune porte e su una di queste, - la porta della Cittadella - si può ammirare una bel mosaico, ex dipinto, che raffigura la Candelora - Arco della Madonna.
Nei pressi dell'Arco si trova il cinquecentesco Palazzo Doria  , che è il più importante edificio civile del paese; si distingue per il suo elegante profilo e l'imponente loggiato rinascimentale. In alcune sale del piano superiore presenta ancora i soffitti originali a cassettoni in legno intagliato, con motivi ornamentali a losanghe e a fiori, porte del settecento, impreziosite da cimase e stemmi monogrammati. Al piano inferiore, ampio salone ed ambienti ben arredati. Non lontano si scorge la mole del robusto campanile della Parrocchiale: le sue campane di bronzo sono ancora un richiamo per tutti i candelesi, un simbolo di aggregazione e di festosità.
La Chiesa Madre, costruita nel XVI secolo, è l'edificio più importante del paese. Presenta un bel portale (1601), impreziosito da colonne e bassorilievi, che ornano il basamento e il timpano.
palazzo Ripandelli
palazzo Ripandelli
monumento ai Caduti
monumento ai Caduti
Giunti in Piazza Plebiscito, artistici lampioni e un'ampia gradinata ad anfiteatro ci guidano verso il Corso, fiancheggiato da palazzi dell'800 e del'900, la cui successione è interrotta dalla Chiesa della Concezione, che conserva al suo interno stucchi, marmi e arredi del '700 e dal Monumento ai Caduti (foto a sinistra), che presenta una bella colonna con capitello composito e due vittorie alate di stile neoclassico.
In Piazza Matteotti si trova la Chiesa del Purgatorio. Costruita nel 1620, ha una bella facciata di pietra a vista, scandita da finestre e cornici, l'interno a 3 navate, di cui la centrale più elevata rispetto alle laterali, ha nel presbiterio un bell'altare del '700 e un coro ligneo che occupa la zona absidale.
Nell'altra parte del paese, dall'alto della collina, domina il panorama la piccola Chiesa di San Rocco, di stile romanico, il cui portale è impreziosito da un mosaico bizantineggiante.
In posizione equidistante tra il centro abitato e il casello autostradale di Candela (A16 Napoli - Bari), in una località storicamente conosciuta col nome "Scaricatoio" di Candela, si trova Torre Bianca, altro luogo simbolo di questo paese.
Torre Bianca
Torre Bianca
Immersa nel verde di una ricca pineta, la tenuta già feudo dei Doria-Pamphili, fu acquistata nell'ottocento dalla famiglia Ripandelli, che la trasformò in una bellissima villa. Negli anni cinquanta Torre Bianca è passata alla Provincia che ha costruito un ospedale per curare i bambini affetti da tracoma; debellata la malattia, l'ospedale è stato disattivato. Torre Bianca ora è la sede dell'Agenzia Provinciale per l'Ambiente.
Visitare Candela non significa solo godere di momenti di storia e di cultura, ma anche respirare aria salubre e gustare, perché no, in uno dei nostri ristoranti, le specialità del posto cucinate nel pieno rispetto delle norme gastronomiche della tradizione pugliese.
Si potranno, così, gustare "r'cch'telle (orecchiette) e rucola, con la ricotta tosta; i "cavatiell' " e acc', "maccarunar' al sugo.
Se qualcuno, insomma, decidesse di trascorrere una giornata serena, lontano dal chiasso cittadino, non ha che da venire a visitare questo modesto e silenzioso paese che, a tutt'oggi, ha saputo custodire gelosamente i suoi tesori, la sua storia ed i suoi antichi sapori.